Monte Pedena
Causa previste probabili condizioni meteo sfavorevoli, alle Alpi svizzere, preferiamo saggiamente le soleggiate e nostrane Orobie che sin’ora poche volte ci han deluso.
Il gruppo è quasi al completo e ci ritroviamo lungo la strada che porta al passo San Marco e dopo aver verificato le condizione gastronomiche del previsto ristoro pomeridiano, partiamo euforici alla volta di questa nuova avventura.
A seconda del lato del pendio scelto, l’itinerario di salita è stato interpretato in diversi modi: qualcuno calza subito gli sci mentre qualcuno si riscalda con gli sci in spalla per poi indossarli più opportunamente …..
Saliamo per i ripidi pendii che ci portano velocemente al rinomato “baitone” a quota ed in men che non si dica ci troviamo nell’ultimo valloncello che ci porta sotto la cima.
Incredibile, in poco più di due ore ci troviamo al colle dove lasciamo gli sci raggiungendo successivamente la vetta risalendo un breve tratto a piedi lungo la cresta terminale che, date le buone condizioni di innevamento ci consentono di guadagnare agevolmente la cima senza dover usare ramponi o altro.
Consueta sosta ristoratrice ed inevitabile discussione sull’identificazione delle cime circostanti, e poi giù per i ripidi pendii.
La qualità della neve quest’oggi non è propriamente delle migliori, ma scendendo le soddisfazioni aumentano come pure la temperatura, fa decisamente caldo.
Raggiungiamo il Rifugio Monte Lago dove avevamo prenotato pizzoccheri in abbondante burro per almeno 20/25 persone, in realtà eravamo in numero inferiore (ndr), e dopo una “disputa” politica che ha rianimato anche i più provati, siamo rientrati a casa con ancora negli occhi il contrasto dei ripidi pendii innevati con la pianeggiante Valtellina.
Munzo
Relazione su camptocamp.org: Monte Pedena.
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