Base al Resegone

By cimaxi

Miss 

Pur restando vicini a casa cambiamo zona e ci inoltriamo in Val Boazzo, rimirando l’ambiente calcareo-dolomitico del Gruppo Grigne-Resegone. La nostra meta è il Resegone, il Monte Serrada di manzoniana memoria, e precisamente la Punta Cermenati (1875m), caratterizzata da una grande croce metallica visibile già da lontano.

L’interminabile e tortuosissima strada ci deposita a Morterone, il comune più piccolo d’Italia (e anche il più freddo! ndr). Ci avviamo nel bosco verso le Forbesette e apprezziamo subito quanto sia benefica l’inversione termica.

Tra un bla bla sulla topografia, uno sulla coesione e uno sulla traccia, con qualcuno che intercala coloritamente per problemi alle pelli, usciamo dal bosco e attacchiamo  il ripido pendio che adduce alla cresta  e al Rifigio Azzoni.  Già qua, abituandoci all’osservazione, individuiamo l’itinerario di discesa, un bel canale ripido che ci porterà alla Costa del Palio e ai bei pendii sovrastanti il paese. La bella giornata ha portato tanta gente e siamo in numerosa compagnia; già di nostro non siamo certo pochi, e altri scimuniti nonchè parecchi a piedi condividono con noi la meta e il panorama, che oggi spazia dal Monviso, al Cervino che spunta di fianco al Rosa, ai Mischabel e via fino al Disgrazia. Sì, perchè dalla cima del Resegone con il cielo terso di oggi il panorama è a 360°.

La gita non è lunga e siamo tutti in vetta, nemmeno stanchi, così da permetterci una sosta rilassante e prolungata, ciacolando sulla terrazza dell’Azzoni. E arriva l’ora della discesa: una stretta agli scarponi e giù, i primi gruppetti assaggiano la neve, buona, e il ripido canale, un poco stretto, che battezza i nostri neo scialpinisti. Seguendo l’itinerario individuato salendo, siamo in breve sulla dorsale del Palio, e poi ai piani sopra il paese dove continua il nostro settimanale allenamento: pala e sonda, arva in mano e bip!

Cambusa: nota di merito all’equipaggio del pane e salami nonchè chiacchiere, e alle donzelle che hanno sfornato ottime torte; per tutti una benevola valutazione. Mancando oggi il vino -ahimè!- occupiamo infine la Trattoria del Cacciatore, e tra un mediale e una risata tiriamo l’ora del rientro, dandoci appuntamento tra ben 2 settimane.

max

ps: appena giungono foto, le aggiungo

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