Archivio per Aprile 2009

Albert Heim

Aprile 26, 2009

puntamento

Partenza con il sole e tante belle speranze, ma già in serata si alzano le nubi e il Galenstock ci appare in uno squarcio di blu.
La bionda Claudia alla capanna ci ammannisce una cena “svizzera” a base di minestrina annacquata, puré liofilizzato e stufato Campbell, ma che si può pretendere? Non è certo un grand’hotel, soprattutto quanto a servizi “igienici” (si fa per dire).
In compenso la birra costa meno dell’acqua e i nostri soliti hanno buon gioco e ne approfittano volentieri.
Nella camerata vanno a ruba i tappi per le orecchie, anti russamento del Balestra, purtroppo con moderato successo. Ci si mette anche un vento che scuote i vetri delle finestre.
Ci svegliamo la domenica un pò abbacchiati: fuori nebbia e nuvole basse. Partiamo comunque, sperando in una miracolosa schiarita.
Si fa il punto, si calcola l’azimut di salita e – soprattutto – di discesa e, sul ghiacciaio, decidiamo infine di ripiegare verso una cima più accessibile.
E qui , sempre tra le nebbie, ci sediamo finalmente  sul sasso di vetta.
 Ma non è una resa: il Galenstock ci ha lanciato una sfida, e siamo bene intenzionati a mettercelo nel sacco, al più presto.

elena

Relazione su camptocamp.org

Galenstock

Piz Lagrev

Aprile 19, 2009

Meteo Il tutto comincia in settimana: una serie di perturbazioni, con piogge copiose e nevicate abbondanti sopra i 1500m a Nord e Sud delle Alpi, portano Paolo a scegliere l’Engadina per la terza uscita del corso Avanzato 2009. Infatti alla fine della lezione di Venerdì scorso, Taroni il Direttore ci ha ingolositi tutti proponendo un probabile Pizzo Palù.

Domenica mattina ci troviamo quindi al nostro solito ritrovo tutti organizzati per fare un quasi 4000. Nello zaino oltre all’entusiasmo della probabile prestigiosa cima, abbiamo picca, ramponi, imbrago, chiodi e corda. Ma mentre la pioggia ci bagna il naso, ci rendiamo però conto che l’annunciato ripiego sul più semplice Piz Lagrev, sarà probabilmente il protagonista del giorno. Di fatti, arrivati al Passo Maloja, le speranze di andare verso il Palù si sono perse fra le nuvole che avvolgono il lato destro della valle. Paolo prende la decisione più corretta: il tempo è davvero incerto e trovarsi sul ghiacciaio del Morteratsch nella nebbia, non sarebbe simpatico.

Andiamo verso lo Julierpass per fare il Lagrev.

Partiamo Partiamo e proviamo la funzionalità dei nostri apparecchi di ricerca, prima di dare un’occhiata alla carta per mettere in pratica l’ultima lezione teorica di topografia e orientamento. Con bussola e cartina fra le mani “puntiamo” le vette intorno a noi, per fare il “punto” e decidere la rotta da seguire.

La neve è inaspettata per la stagione: ci sono almeno 30cm di fresca e le nuvole che coprono il sole la manterranno ottima fino alla nostra discesa.

In poco meno di tre ore siamo sull’anticima.

Per arrivare sulla vetta vera, bisogna fare quasi un chilometro e quindi guadagnare gli ultimi 50m di dislivello. Si potrebbe anche andare con gli sci perché la cresta non è così affilata, ma scegliamo di andarci a piedi e senza ramponi. Solo in due preferiscono aspettarci sull’anticima, ma il gesto del gruppo è compatto davanti alla cinepresa per la foto ricordo.

Foto di gruppo al Piz Lagrev

Velocemente ritorniamo a prendere gli sci, ansiosi di goderci la discesa. I gruppetti si sfaldano di nuovo e ogni Istruttore scende indipendente con i suoi allievi per non sovraccaricare i pendii.

Che goduria: affondiamo gli sci nella neve ad ogni curva, ma come purtroppo accade ogni volta, la discesa è sempre troppo corta! Ci vorrebbe di tornare su altre sei volte, ma il dovere del bravo scialpinista ci chiama ad esercitarci nella ricerca ARVA.

Mentre gli stambecchi dall’alto dei bastioni intorno a noi ci guardano, seppelliamo 3 apparecchi e uno ad uno tutti gli allievi imparano la tecnica della ricerca multipla. Ma appena anche l’ultimo finisce il suo turno, si da via al banchetto di fine gita: dolcetti, salame e vino rosso per tutti.

E chi l’avrebbe detto di riuscire a fare una giornata così, visto che a casa pioveva? Bravi tutti e bravo Paolo per l’azzeccata soluzione.

Riccardo

Leggi la relazione su Camptocamp

Guarda il video in HD su YouTube

Giro del Grassen

Aprile 5, 2009

Dopo la buferata del Ferrè e la rinuncia per maltempo della settimana scorsa, ci troviamo alla seconda uscita di questo SA2 con destinazione Meiental.
Ritrovo 5.00 parcheggio bennet Tavernola e già mi sono fischiate le orecchie per i mugugni sull’orario, ma il bollettino parlava chiaro tanto che appena imboccata la strada del Susten a Meien troviamo il cartello di strada chiusa per pericolo di valanghe dalle ore 13.00 alle 05.00; rapido consulto con Cecco, e decidiamo di andare avanti, parcheggiando a Gorezmettlen.

Viste le condizioni e il bisogno di rientrare velocemente per l’aumentare del pericolo (e anche per evitare di prendere  qualche multa!), decidiamo di rinunciare alla vetta del Grassen e di accontentarci del giro con discesa per la bocchetta del Wichelplanggstock,  per cui scarichiamo dai sacchi ramponi e picca e via leggeri pronti per partire.

Dopo poca strada cominciamo a salire i ripidi diagonali che ci portano nei pressi della Sustli Hutte, vero banco di prova per tutti: tecnica di salita su ripido duro esposto e uso dei rampanti. Complimenti a tutti per essersi destreggiati con maestria!.

La prima esercitazione è stata fatta, poi, dopo un passaggio in forno micro onde tanto era caldo siamo arrivati chi solo rosolato e chi frollo alla bocchetta fra il  Wichelplanggstock e lo Stossenstock, punto culminante di giornata. Qui seconda esercitazione: calata in doppia sul Wichelplanggfirn per iniziare la bella discesa della Hohbergtal che adduce al vallone del Goretzmettlenbach. La valle ci conduce (S) fino alla curva della strada del Susten a q.1613 e da qui alle macchine.

Siamo riusciti a stare nei tempi prefissati e dopo aver portato le auto oltre il cartello di divieto ci siamo concessi la meritata “conchella”.

Bravi, e alla prossima!

Paolo

Relazione su camptocamp.org