Il tutto comincia in settimana: una serie di perturbazioni, con piogge copiose e nevicate abbondanti sopra i 1500m a Nord e Sud delle Alpi, portano Paolo a scegliere l’Engadina per la terza uscita del corso Avanzato 2009. Infatti alla fine della lezione di Venerdì scorso, Taroni il Direttore ci ha ingolositi tutti proponendo un probabile Pizzo Palù.
Domenica mattina ci troviamo quindi al nostro solito ritrovo tutti organizzati per fare un quasi 4000. Nello zaino oltre all’entusiasmo della probabile prestigiosa cima, abbiamo picca, ramponi, imbrago, chiodi e corda. Ma mentre la pioggia ci bagna il naso, ci rendiamo però conto che l’annunciato ripiego sul più semplice Piz Lagrev, sarà probabilmente il protagonista del giorno. Di fatti, arrivati al Passo Maloja, le speranze di andare verso il Palù si sono perse fra le nuvole che avvolgono il lato destro della valle. Paolo prende la decisione più corretta: il tempo è davvero incerto e trovarsi sul ghiacciaio del Morteratsch nella nebbia, non sarebbe simpatico.
Andiamo verso lo Julierpass per fare il Lagrev.
Partiamo e proviamo la funzionalità dei nostri apparecchi di ricerca, prima di dare un’occhiata alla carta per mettere in pratica l’ultima lezione teorica di topografia e orientamento. Con bussola e cartina fra le mani “puntiamo” le vette intorno a noi, per fare il “punto” e decidere la rotta da seguire.
La neve è inaspettata per la stagione: ci sono almeno 30cm di fresca e le nuvole che coprono il sole la manterranno ottima fino alla nostra discesa.
In poco meno di tre ore siamo sull’anticima.
Per arrivare sulla vetta vera, bisogna fare quasi un chilometro e quindi guadagnare gli ultimi 50m di dislivello. Si potrebbe anche andare con gli sci perché la cresta non è così affilata, ma scegliamo di andarci a piedi e senza ramponi. Solo in due preferiscono aspettarci sull’anticima, ma il gesto del gruppo è compatto davanti alla cinepresa per la foto ricordo.

Velocemente ritorniamo a prendere gli sci, ansiosi di goderci la discesa. I gruppetti si sfaldano di nuovo e ogni Istruttore scende indipendente con i suoi allievi per non sovraccaricare i pendii.
Che goduria: affondiamo gli sci nella neve ad ogni curva, ma come purtroppo accade ogni volta, la discesa è sempre troppo corta! Ci vorrebbe di tornare su altre sei volte, ma il dovere del bravo scialpinista ci chiama ad esercitarci nella ricerca ARVA.
Mentre gli stambecchi dall’alto dei bastioni intorno a noi ci guardano, seppelliamo 3 apparecchi e uno ad uno tutti gli allievi imparano la tecnica della ricerca multipla. Ma appena anche l’ultimo finisce il suo turno, si da via al banchetto di fine gita: dolcetti, salame e vino rosso per tutti.
E chi l’avrebbe detto di riuscire a fare una giornata così, visto che a casa pioveva? Bravi tutti e bravo Paolo per l’azzeccata soluzione.
Riccardo
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