Monte Rosa: 3 x 4000
Davvero alta quota per l’intensa 3gg del I° Maggio. Pernottamenti a 3500m e salite ben oltre i 4000.
Il massiccio del Rosa è il tempio dello scialpinismo, e il rinnovato e modernissimo Rifugio Mantova ci fa da campo base.
Avvertiamo gli alacri preparativi del Mezzalama, al via il 2 Maggio, che portano decine di uomini a tracciare e verificare le condizioni del percorso, che con l’abbondante nevicata dei giorni scorsi necessita di attente valutazioni.
Siamo in 18, 11 cadetti e 7 affiatati istruttori, insomma, una bella squadra!
Già ad Alagna, con tempo splendido e stabile, si sente che c’è aria da grandi salite, e il non banale avvicinamento al Mantova ci immerge subito nella grandiosità del massiccio. Siamo entrati in un ambiente fuori dal comune.
La Vincent sembra subito lì, l’aerea cresta dei Lyskamm si staglia all’orizzonte, il Naso è già inciso dalla traccia del rally, il Castore ci guarda da lontano….. che posti!
Tra un sospiro e un russare imperioso, in quel sonno d’alta quota che somiglia a un dormiveglia, col battito accelerato che non-so-se-è-la-quota-o-l’emozione, arriva l’aurora. Giù dalla branda, colazione da automa e tintinnio di moschettoni. E siamo pronti, le sei cordate della Gilardoni si avviano lentamente verso nord e verso il Colle del Lys.
Fin da subito la pendenza e l’aria fredda e rarefatta fanno capire che 1000 metri qui non sono come quelli al Generoso, e un passo himalayano è l’unico antidoto per portarci tutti in punta.
Ed eccoci, sulla Punta Gnifetti, spianata per accogliere la Capanna Margherita, col suo balconcino a 4554m. A Marta, tenace più che mai, l’onore di affacciarsi per prima. Give me a five, foto ricordo, e giù. Con soli 100m si è al Colle Gnifetti, e con altrettanti di salita ramponi-piccozza e conserva corta si toccano i 4563m della Zumstein e della sua statuetta dorata. Due 4000 sono nel sacco. Soddisfazione per tutti, e per i debuttanti dell’alta quota due salite da ricordare.
Fine?? No, no. L’appetito vien mangiando, e quella Vincent che sovrasta il rifugio sembra ci faccia l’occhiolino e ci chiami! Così Domenica dalla sua vetta possiamo guardare da pari a pari Balmenhorn, Corno Nero e Ludwigshöhe.
Serpentine in neve soffice poi crosta gelata portante ci riportano al Mantova. Ci voltiamo con nostalgia verso le “nostre” vette e riprendiamo la discesa verso il Gabiet per poi affrontare i faticosi 450 metri di salita che ci portano al Passo dei Salati. L’innevamento è eccezionale e continuo sino al paese, e la funivia effettua una sola corsa a pomeriggio inoltrato. La nostra più giovane allieva ha un ginocchio dolorante, ma non demorde e opta per una discesa scimunita, sgravata del sacco e assistita dal gruppo che si cimenta in una sciata in traccia -da manuale- . Tutti in fila ordinatamente con il solo Pasquale che, noblesse oblige, firma il pendio in solitaria con ricami e svolazzi come lui sa…. E la discesa su Alagna è proprio lunga, e con qualche metti e togli si arriva a pochi metri dal paese.
Non tutto è filato liscio, e la quota ci ha messo lo zampino. Malesseri da quota, di cui uno prolungato, in aggiunta al ginocchio di Ale fanno uscire le doti organizzative da direttore d’orchestra del “Tarons”, che giostra a regola d’arte i suoi uomini. E’ un lavoro di squadra, che consente a tutti di arrivare ad Alagna sci ai piedi, e dimostra -lezione a cielo aperto- che lo scialpinismo è sport di gruppo che porta a disciplina, affiatamento e solidarietà. Non per nulla dopo aver condiviso salite e discese per due mesi si è tutti, semplicemente, più amici!.
Alla prossima
cimaxi
Relazioni su camptocamp: Zumstein e Signalkuppe e Piramide Vincent
Tag: alta montagna, corsi, gite, montagna, monte rosa, neve, report, scialpinismo, scuola, uscite


Maggio 6, 2009 alle 4:29 pm |
Una menzione speciale alle tre migliori donne del gruppo:
Marta indomabile nonostante il rotavirus
Alessandra, sempre sorridente anche con una distorsione al ginocchio e una discesa in neve impossibile
Michela, che scia come un angelo anche nella neve-cemento-a-presa-rapida.
Cari ragazzi, se non ci fosse il grande Gianni a tenere alto l’onore della categoria sareste davvero in minoranza!
Maggio 8, 2009 alle 12:39 pm |
Anche la quarta non è stata da meno…: indomabile!
Le donne hanno una marcia in più
2 delle vincitrici del Mezzalama sono “ragazze” del ‘71
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