Piz Surgonda

by

Crostata Julierpass

Julier Pass, 6 Febbraio 2011

Sole, mite, neve, compagnia = il bello dello scialpinismo  :-)

Questa la sintesi della 2^ uscita del corso……

Ma se volete i dettagli, eccoli:

La zona dello Julier si presta molto allo scialpinismo e si è nel cuore della montagna, circondati da cime.

Viaggio in torpedone, un enorme bipiano che ci deposita armi e bagagli al passo.

Saliamo dal lato Engadinese, al sole già dall’Alpe Guglia, e ci addentriamo nell’omonima valletta. Primo approccio con la topo…grafia! Bussola, CNS e subito sorridiamo ai toponimi svizzero-romanci: la Val dal Guglia, il Crap d’Alv, il Corn Suvretta….

E l’Azimut. Azimut? Non è un tipo di pane e nemmeno si mangia con la polenta; conoscendolo, ci accompagna verso la meta, e puntamento dopo puntamento al fine familiarizziamo un po’. Carta alla mano, c’è da decidere se passare a E o a W del Crap d’Alv, per poi raggiungere, con un bel NW, la cresta. Eccolo il Surgonda, il nostro Piz, ahimè ancora lontano.

E’ l’una, siamo in tanti, qualche polpaccio ha già conosciuto l’acido lattico. Colonna alt! Giù le pelli, si aspettano gli ultimi gruppetti che arrivano alla spicciolata, quattro chiacchiere e una merenda, e via: pronti per la discesa.

Traversata, un must dello scialpinismo: un percorso ad anello che ci consente una bella scivolata nella per noi nuova Val d’Agnel. Neve non malaccio, e comunque in discesa tante facce sorridenti, più che in salita….

Il lavoro ci attende: più sotto i pendii si addolciscono, la valle si apre e ci offre una immensa distesa bianca per le esercitazioni, ovvero il nostro pane e artva quotidiano.

Tra un bip e un bip-bip, una direzionale e una croce ecco l’ora del rientro. Ostico il passaggio del ponticello con rischio candid  camera (il Ricc sornione è gia appostato….). Niente, tutto liscio, tutti dall’altra parte.

E siamo al rito finale: tavolino e buffet, dolce e salato, innaffiato a dovere. Una menzione speciale al pasticciere della Julier torte, è spiaciuto tagliarla….

E via, ritorno allegro tra racconti –in vino veritas-  e  Maslana con un coro che a poco a poco si spegne, con qualche abbiocco tra le curve della Via Mala.

Che dire, alla prossima!

Berg Heil! :-)

max

 

Julier Pass, 6 Febbraio 2011,  Riccardo

Siccome l’anticiclone che impedisce l’arrivo di perturbazioni è ormai fermo da più di un mese sul centro dell’Europa, la Scuola Gilardoni deve macinare Km di autostrada per andare a cercare la neve dove c’è.

Sergio il direttore decide quindi, il Canton Grigioni ed esattamente lo Jullierpass, per la seconda gita del Corso Base. Siccome il viaggio è lungo e il parcheggio nel punto di partenza non accoglierebbe tutte le nostre auto, si sceglie di utilizzare il pullman.

Ore 6:15. Pronti che si parte. Il bus due piani arancione si infila in Svizzera alla volta del tunnel del San Bernardino, Thusis, Tiefencastle e finalmente Bivio a due passi dalla nostra meta, ma il sonno di molti viene svegliato da un allarme generale: FUMO, si sente FUMO!

Corro a dirlo all’autista…

Come fumo? la temperature dal motore è normale – mi dice incredulo.

Le dico che c’è del fumo! Si fermi a controllare per favore!

A poco più di un paio di Km dall’arrivo siamo quindi costretti ad una sosta di emergenza.

L’autista scende seguito da noi curiosi.

Apre il portabagagli e lancia subito degli improperi, mentre scarica le sacche degli scarponi credendone le colpevoli di non aver lasciato dissipare il calore del motore.

Poveretto, scoprirà poco dopo, che la colpa non è dei nostri bagagli, ma è del collettore del tubo di scarico che si è rotto e quindi scarica i fumi caldissimi su di una paratia che avrebbe preso fuoco da un momento all’altro…

Si riesce comunque a ripartire e così arriviamo all’area di sosta, dove si vomitano i bagagli fuori dalla stiva senza un ordine preciso. Infatti, c’è chi non trova più i suoi sci, chi ha perso i bastoncini. Ma poi per fortuna tutto torna e i gruppi si incamminano uno dopo l’altro nella Valletta dal Güglia.

Siamo subito al sole con bussola e cartina per cercare di orientarci. La didattica di oggi è centrata sulla topografia; quindi azimut, punto sulla mappa, reticolo chilometrico e curve di livello sono i temi delle varie lezioni all’aria aperta.

Viaggio lungo, incidente di percorso, didattica e passo lento ci impediscono di arrivare in vetta al Piz Surgonda per un’ora accettabile. Sergio alle 13:00 decide quindi di fermarsi sulla cresta sud alla quota 2.912m e con la radio avvisa i gruppi in coda.

C’è chi sarebbe volentieri andato in cima per la voglia di conquista, ma c’è anche chi tira un sospiro di sollievo, perché è prossimo a terminare le energie.
Anche questa è Scuola: si marcia al passo del più lento e si arriva, dove anche il più debole può farcela in sicurezza.

L’essere troppo stanchi per l’ambizione di arrivare a tutti i costi, può essere pericoloso. C’è ancora la discesa, e le gambe servono sveglie e reattive per non farsi male.

Nonostante la neve vecchia non ci dia molta soddisfazione in discesa, ne approfittiamo però per scendere pendii un po’ più ripidi del normale, solo perché oggi il pericolo di distacco ce lo consente essendo moderato (2).

ARTVA, anche oggi dobbiamo esercitarci nella ricerca del sepolto da valanga. Toccando ferro, speriamo di non doverlo mai fare in realtà, e che invece, sia sempre solo per esercitazione.

Lezione dope lezione, gli allievi stanno prendendo dimestichezza con gli strumenti; infatti, in meno di un paio di minuti, riescono a cavare fuori il sepolto. Sicuro che la moderna tecnologia digitale aiuta, ma d’altronde nessuno è più costretto a dover fare la “doppietta” per scalare la marcia delle automobili e nessuno gratta più il cambio…

Riprendiamo gli sci per raggiunge il nostro bouble decker arancione, dove ci aspetta un banchetto inaspettato. Torte, salami, vino a profusione. Facciamo tutti un brindisi per Glauco. Tanto guida l’autista!

In viaggio c’è chi dorme, chi canta e chi si imbambola davanti ad un film. Senza accorgercene, quando arriviamo a Como, si sono fatte già le 8.

Che giornatona!

Buona settimana a tutti e speriamo che l’anticiclone lasci posto a qualche desiderata perturbazione, che ci porti un po’ di neve nuova.

Riccardo

Report e relazione su camptocamp:  Piz Surgonda

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2 Risposte a “Piz Surgonda”

  1. Riccardo Dice:

    La ricetta di mia nonna: 300g di farina, 200g di burro, 100g di zucchero, 1 uovo, 300g di marmellata di fragole e una mezz’ora di buona volontà.

  2. Stef Dice:

    Berg Heil!!

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