Stotzigen Firsten

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Và com'è contenta Francesca!

Realp, 13 Febbraio 2011

Questa volta ho avuto successo con la mia danza della pioggia nel cacciare l’anticiclone che svernava sull’Europa da settimane, ma Sergio è riuscito comunque a trovare una vallata dove le nuvole minacciose rimanevano ai relativi confini, dandoci modo di arrivare Lunedì al lavoro con un’invidiabile abbronzatura da sciatore.

Ritrovo di buon ora al solito posto con un cielo uggioso che ci fa domandare: ma perché non sono rimasto sotto il piumone con mia moglie? In viaggio salendo ad Airolo incontriamo anche un acquazzone che smorza ancor di più l’entusiasmo. Ma appena poco prima di infilarci nei noiosissimi 17Km del tunnel del Gottardo, i più attenti scorgono una certa luminosità al di là della catena alpina, che fa rivivere la speranza e infatti, usciti dalla galleria stradale più lunga delle Alpi, il cielo con poche nuvole ci preannuncia un’ennesima giornata stupenda.

Arrivati a Realp, meta del nostro viaggio meccanizzato, riusciamo a scorgere per intero il percorso che ci porterà in cima allo Stotzinger Firsten. Il tragitto è lungo (quasi 7Km di sviluppo), i metri di dislivello sono di domenica in domenica sempre più e ieri, per chi è arrivato in vetta, sono stati 1.200m.

Il direttore del corso distribuisce i gruppi agli istruttori presenti, mentre, ormai con l’esperienza di 2 gite alle spalle, gli allievi si stanno preparando: scarponi, pelli di foca, ARTVA, un morso al panino per fare il pieno di carboidrati e zaino in spalla.

La prima parte del cammino percorre la strada vicino alla vecchia ferrovia del Furkapass, che seguiamo con gli sci in spalla perché la neve dura ci permette di procedere agevolmente, ma appena si comincia a salire davvero, sci ai piedi e ci si arrampicata sul costone est della nostra montagna.

Anche questa volta la didattica sarà sulla topografia, per far si che i nostri allievi, una volta finto il corso, sappiano orientarsi in autonomia nelle gite che organizzeranno da soli . Vista però la recente lezione sulla neve, ieri abbiamo avuto un occhio particolare per la coltre bianca che scivola sotto i nostri sci. Salendo osserviamo quindi la valanga di fondo staccatasi sul pendio alla nostra destra ed esaminiamo i cristalli a foglia della brina di superficie, per ricordare agli allievi, che questi potrebbero creare un facile piano di scivolamento per eventuali nevicate successive. Attenzione quindi a questi monelli!

Mentre saliamo notiamo che il bollettino meteo non lo abbiamo letto con attenzione solo noi: infatti i gruppi che salgono sono davvero molti e la traccia di salita è talmente battuta, che in alcuni punti le pelli scivolano facendoci rischiare di perdere l’equilibrio.

Con piacere e invidia, perché prima o poi vorrei portare il mio, vedo che sono sempre più quelli che salgono con lo snow-board dietro allo zaino e spero che un giorno, anche noi della Scuola Gilardoni, avremo la possibilità di accompagnare qualche riders fra i nostri corsisti.

I più veloci arrivano in vetta mentre gli ultimi sono ancora lontani, ma al contrario di settimana scorsa, quasi tutti ieri hanno avuto la soddisfazione della conquista e questa volta a rendere ancor più interessante la cosa, per arrivare in cima ci si è dovuto togliere gli sci e camminare per una facile cresta. Nonostante il veterano Rino dica che in realtà la vetta l’abbiamo mancata, perché il punto più alto della serie di cime dello Stotzingen Firsten non era quello da noi calpestato ma il successivo, ci riteniamo appagati e ci prepariamo per la discesa.

Via le pelli quindi, scarponi in posizione ski e giù per la pista di discesa. Sì perché siccome sono settimane che non nevica e siccome la salita odierna è una sci alpinistica battutissima, la neve sembra quasi lavorata dal gatto e sciarci sopra è facilissimo! Al contrario appena fuori dalla traccia è molto difficile far girare gli sci, perché la crosta di superficie non è ancora portante e si spacca all’improvviso ad ogni curva, mettendo a dura prova anche le gambe dei più provetti sciatori. Tutti in pista quindi che ci si diverte di più!

Sosta per la consueta esercitazione ARTVA nella piana della baita a quota 2.367m. Siccome il gruppo che oggi accompagno ha già svolto il compito assegnato mentre il resto del Corso conquista la vetta, occupo il tempo avanzato scavando una fossa per mostrare loro il manto nevoso. Chiedo a Sergio se gentilmente mi aiuta nell’esposizione, che infilatosi nel buco, ci da una breve rinfrescatina sulle nozioni impartite da Paolo Taroni sulla stratificazione della neve. In fine arriva anche Rino Zocchi, che è soddisfatto di avere infilato anche oggi l’ennesimo successo nel suo straboccante zaino, cosicché si parte tutti verso la seconda metà della discesa.

Peccato che Realp si avvicini così in fretta: di curva in curva, di gobba in gobba arriviamo tutti sani e salvi al parcheggio delle automobili, dove come consuetudine della nostra Scuola si banchetta con ogni ben di dio. Pizza, torte dolci e salate, pane e salame, prosecco e vino rosso concludono in bellezza la terza gita del corso SA1 2011.

Un complimento a tutti gli allievi per la determinazione nell’arrivare in alto, un grazie agli istruttori che hanno partecipato e un bravo a Sergio che per la terza volta è riuscito a scansare il brutto tempo.

Riccardo

Relazione e report su camptocamp

Francesca soddisfatta! Riccardo Sante Rosa Bruno... troppo serio!

 

 

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Una Risposta a “Stotzigen Firsten”

  1. MORENO Dice:

    Cambia spacciatore, che la “roba” che stai prendendo ti fa male !!!!!!!!!!!!!

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