Artavaggio, 27 Febbraio 2011
Una estesa copertura nuvolosa ci preclude già una gita al sole, qualunque sia la meta…. Non c’è via d’uscita, per l’abbronzatura non ci sono chances, ma per la gita e per la didattica sì
Facciamo di necessità virtù e rimaniamo vicini a casa, sulle nostre Prealpi dove quote modeste e bollettino valanghe favorevole ci consentono un approccio tranquillo.
Saliamo ai Piani di Artavaggio con la funivia – nessuno protesta!
– e, con tempo grigio ma senza vento né precipitazioni, una buona visibilità ci consente di individuare sia il Monte Sodadura che la Cima di Piazzo. Sarà ques’ultima la nostra meta, e la raggiungiamo sci ai piedi, in assoluto relax. Allarghiamo i saluti agli amici ciaspolatori del CAO Como, con noi in vetta, e scendiamo senza infamia e senza lode per la luce diffusa ai Piani dove sarà il nostro base camp.
Allestiti 2 campi valanga, ecco simulata la situazione d’emergenza. Dalla teoria alla pratica. Per i neofiti è un toccare con mano la realtà dell’autosoccorso, un protocollo preciso ed articolato che coinvolge tutti e che più che mai necessita di essere visto e provato. Capiamo così cos’è il “vista-udito”, perchè la pala vuole un cordino a tracolla, come mai la sonda richiede mano guantata, il sondaggio a maglia larga ad un solo comando: AVANTI!.
E’ la didattica, che in uno sport come il nostro è determinante per la formazione di un neofita. Il dislivello si macina con l’allenamento, ma senza esercitazioni non ci saranno mai quegli automatismi fondamentali per affrontare un imprevisto .
Dai, oggi abbiamo risparmiato gambe e crema solare, ma domenica sole e dislivello non ce li faremo mancare, così da prepararci a dovere per la 2gg in Vallée.
cimaxi
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