9-10 Aprile 2011
Finalmente arriva il momento per la due giorni del corso base.
Un folto gruppo di allievi entusiasti e motivati mi porta a non chiudere il corso prima di tentare un ultimo recupero della gita finale.
Trascorro un settimana nel dubbio perché oggettivamente le condizioni non sembrano essere le migliori. Infatti un forte aumento della temperatura stabilizza il bollettino valanghe sul grado 3 marcato. C’è poco da scherzare!!
Ma non demordo, raccolgo informazioni da chi ha effettuato la gita la domenica prima, telefono più volte al gestore del rifugio Bezzi, ed alla fine in base alla mia esperienza mi convinco che si può fare in tutta sicurezza.
Cosi all’alba di sabato 22 allievi e 9 istruttori partono verso la Val Grisenche.
Parcheggiamo a Bonne sul lato sinistro del bacino artificiale praticamente asciutto. Ben presto mi rendo conto che dovremo portare gli sci per un bel pezzo, la quota della neve si è incredibilmente alzata. Fino alle baite di Usellieres camminiamo con gli sci in spalla, ma siamo freschi e non fa molto caldo. All’inizio del tratto di valle più stretto calziamo gli sci.
Procedo in testa raccomandando a tutti le distanze di sicurezza. Più avanzo e più mi rendo conto che la situazione è sicura. Ha scaricato davvero tantissimo, ma ora i pendii sopra di noi sono quasi p
rivi di neve. Mi rassereno felice della mia decisione. Scavalchiamo imponenti masse di neve precipitate nei giorni precedenti da entrambi i lati della valle.
Con tutta calma raggiungiamo il rifugio Bezzi posto in una splendida posizione e dotato di ogni confort, dove mangiamo, beviamo e trascorriamo il pomeriggio in totale relax. Arriva la sera e godiamo della splendida ospitalità di questo rifugio e del suo gestore.

Con lui discuto delle condizioni della nostra gita, mi rassicura ancora una volta ed avrà ragione.
La mattina alle ore 5.30 attacchiamo il ripido pendio che sovrasta il rifugio. La neve è dura, consolidata da un buon rigelo notturno. La salita è subito impegnativa ed i coltelli sono indispensabili. Saliamo su pendenze sostenute, ma tutti si comportano egregiamente e mentre veniamo illuminati dalla magica luce dell’alba raggiungiamo il pianoro di Vaudet.
Adesso il percorso è agevole e per facili dossi raggiungiamo il ghiacciaio di San Martino e per cresta la vetta. Prima delle 10 siamo tutti in cima felici a godere di un panorama impareggiabile.
Non c’è vento e la temperatura è perfetta. Da una parte il Bianco, dall’altra il Gran Paradiso e poi la Grivola la Grande Rousse, siamo tutti estasiati.
Adesso però è ora di scendere, perché dobbiamo ancora affrontare la risalita al Colle di Giasson.
La gita prevede un itinerario ad anello con il sapore della traversata.
Dal colle che raggiungiamo senza troppa fatica ci tuffiamo nella discesa sul Ghiacciaio di Giasson.
Le condizioni sono ottime ma raccomando a tutti di restare in traccia. E’ bello vedere tutto il gruppo comportarsi nel modo corretto. Raggiunta l’Alpe Forciaz decidiamo di scendere diretti su Usellieres. Ormai è quasi uno sci d’acqua, stento a credere che siamo solo all’inizio di Aprile!
Tutti bravi ed attenti a non farsi male su un terreno infido dove è facile sprofondare in buche nascoste.
Ormai non ci resta che ricaricare gli sci sullo zaino ed affrontare gli ultimi chilometri a piedi costeggiando il lago. Alle auto brindiamo a questa splendida gita, come si dice in gergo “UN GITONE”!!
La soddisfazione che vedo in tutti gli allievi mi rende veramente felice e conferma la bontà della mia scelta.
Grazie a tutti i ragazzi di questo splendido corso, perché con il loro entusiasmo e motivazione mi hanno spronato ad allungare il programma fino ad oggi. Un grazie sincero lo rivolgo a tutti gli istruttori che mi hanno aiutato durante tutto il corso ed in particolare grazie a chi mi ha seguito in quest’ultima uscita.
Adesso davvero il corso è terminato, resta il ricordo di una bellissima esperienza per tutti, allievi ed istruttori.
Con l’augurio di rincontrarci presto con gli sci ai piedi.
Ciao
Sergio
Relazione e report su camtocamp
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aprile 15, 2011 alle 6:21 pm |
Era tanto che non mettevo piu’ tanto impegno nel fare uno sport.
Forse perchè il premio alla fine ne valeva veramente la pena.
Grazie di cuore alla scuola Gilardoni e ai suoi maestri.