Crocus al Sempione

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Sempione, 17 Aprile 2011

Il corso avanzato procede e di gita in gita si alza il tiro. Sci alpinismo in primavera Dopo il solito scherzoso battibecco fra Direttore e Vice, Venerdì sera si decide poi di andare al Sempione.

Motivazioni.

  • Si parte da più in alto e vista la scarsa neve di quest’anno, non è un punto da trascurare.
  • La discesa si fa dalla stessa parte della salita e logisticamente è più semplice.
  • Finale alpinistico di tutto rispetto per i nostri allievi alle prime armi.

Destinazione Rauthorn oppure Böshorn, si perché questa montagna ha un doppio nome, ma noi preferiamo chiamarla con il secondo. Arriviamo ad Engiloch per ultimi, perché tutti gli altri sci alpinisti che hanno scelto come noi questa zona, sono ormai al di la del torrente.

Parcheggiamo le auto e in mezzoretta siamo pronti e divisi a gruppetti per incamminarci verso il pendio di salita. E’ primavera anche in montagna, infatti i prati sono tempestati di crocus bianchi e violetto, ma da camminare con gli sci in spalla c’è davvero pochissimo.

In 10 minuti siamo già sulla neve. La temperatura non è freddissima, ma la notte è stata serena è ha quindi rigelato la neve. Le rampe sono una dietro l’altra e in poche ore mangiamo molti metri di dislivello.

Arriviamo al plateau dei laghi Sirvolte è lo spettacolo della nostra vetta si presenta in tutto il suo splendore: canali ripidi si susseguono uno all’altro, pendii già solcati dai fortunati del Sabato e la su in alto la cresta rocciosa finale.

Controluce Sentendo il 1.300m già saliti avanziamo abbastanza compatti verso l’attacco dell’arrampicata. Lorenzo che è già arrivato in vetta, con la radio ordina a tutti di salire legati in “conserva corta”, perché ci sono due passaggini verticali da non sottovalutare e l’esposizione generale della cresta necessita di tale accortezza. Ci leghiamo a distanza di circa 5-6m l’uno da l’altro e appena possibile si fa passare la corda di sicurezza fra un taglio e l’altro della cresta, cosicché in caso di caduta di uno dei componenti di cordata, il peso degli altri sorreggerebbe lo sfortunato.

Io che non sono più abituato ad arrampicare, scherzo dicendo che ho paura, ma poi mi rendo conto che le gambe sanno ancora come muoversi e nonostante tutto arrivo in cima ai 3.267m del Böshorn. La discesa in arrampicata risulta essere lenta, perché siamo in tanti e siccome i passaggi sono obbligati, bisogna aver pazienza ed aspettare il proprio turno. Per fortuna non c’è vento e le rocce illuminate dal sole ti riscaldano piacevolmente le mani nude. Assicurazione a spalla

Eccoci tutti di nuovo sulla neve.
Calziamo gli sci e via giù ad imboccare i canali che ammiravamo salendo.
In questo periodo ci sono le condizioni per scendere da pendii che in inverno teniamo a debita distanza. La neve ormai è assestata e il pericolo di una slavina è minimo. Per fortuna fa ancora freddo e quindi non dobbiamo neanche temere le lente ma pesanti valanghe a pera.

Sulla neve vecchia però, ci sono una decina di cm di polvere che si stacca al nostro passaggio, ma non fa paura, anzi rende più eccitante lo sci ripido: fra una curva saltata e l’altra, ai tuoi fianchi vedi scivolare a valle rigoli di neve che ti accompagnano mentre scendi.

Ci riuniamo tutti prima di affrontare l’ultimo pendio, che invece presenta la classica neve primaverile: dura e compatta sotto, sciolta a granelli come di sale grosso in superficie.
E’ il massimo che uno sci alpinista possa trovare: facile da sciare, divertente, uniforme come lavorata dal gatto delle nevi, ma rara da trovare. Si perché se non azzecchi il momento giusto, può essere troppo dura, o troppo molle. Ma Domenica siamo stati fortunatissimi!

Arriviamo ai prati fioriti del mattino che i parchèggi sono ormai vuoti e Lorenzo verrebbe farci fare pure la barella… Uniti in ammutinamento, lo convinciamo che è troppo tardi, cosicché con gioia generale, ci solleva dall’esercitazione finale.

Tutti soddisfatti di ritorno alle vetture brindiamo alla magnifica gita, pensando già alla due giorni in Delfinato dopo la Pasqua prossima ventura.

Riccardo

Relazione e report su camptocamp

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