Belvedere del Furka, 2 Ottobre 2011
Come da tradizione, la Gilardoni si ritrova su ghiacciaio per l’appuntamento ottobrino. Non per vette o salite particolari, ma per una intensa sessione di aggiornamento tecnico e didattico su ghiaccio.
Aggiornamento: eh sì, più che mai utile ripassare le tecniche di ghiaccio e rinverdire la didattica, perchè solo l’allenamento permette i necessari automatismi.
Il clima mite e il bel tempo lasciano ben agibile il Passo della Furka, ed è lì al Belvedere che abbiamo meta. Albergo chiuso e rocce scoperte, solo il “kiosk” è aperto, con la biglietteria per la visita alla grotta di ghiaccio, quella mitica caverna che ricordiamo con emozione averne violato l’antro in gioventù, fantasticando su quell’entrare nel riverbero azzurro del ventre del ghiacciaio che pareva la descrizione della porta del Paradiso. Oggi non è più così, il veloce e inesorabile arretrare della fronte del ghiacciaio mette a rischio anche la grotta, che rimane ultimo baluardo ormai a rischio di scomparsa. Ora è ricoperta -per ritardarne l’erosione- da utili ma anacronistici quanto tristi teloni bianchi; povero ghiacciaio, altro che foto da cartolina, si scatta a testimonianza di un’agonia!
Bando ai sentimentalismi e veniamo a noi. Saliti ai primi seracchi, alternandoci su quattro stazioni di lavoro ci esercitiamo su passi e progressione, legature e conserve, ghiaccio verticale e piolet traction, soste e recuperi da crepaccio. Dette così parrebbero due cosucce, ma è materia da perdersi fino allo sfinimento. C’è tanta carne al fuoco, e la giornata vola in un amen.
Così tra un bellunese e una vai-e-vieni, un abalakov e un vanzo, si passa da una corta a una media (che non è bionda…. ma è una conserva…) e senza accorgersi è il vespro. Soddisfatti ritorniamo alla grotta impacchettata, molliamo la ferraglia e ritorniamo ad abiti borghesi, riflettendo…. -certo, queste esercitazioni sono utili ma un pò noiose, non hanno l’appeal di una salita-; ma quando vedi istruttori con qualche primavera in più come Rino e Pigi che sono lì, presenti e attenti come fosse la prima volta… beh, in cuor tuo gli fai i complimenti, chini il capo prendi esempio e li ringrazi.
Terzo tempo: una media -questa sì che è bionda- e quattro chiacchiere fra amici ci aspettano a Tiefenbach in terrazza, e con l’augurio di una annata nevosa brindiamo a noi, alla nostra Scuola e agli allievi che verranno
cimaxi
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ottobre 5, 2011 alle 9:50 am |
Come al solito un bell’articolo: BRAVO Massimo!