Archivio per la categoria ‘Report uscite’
Marzo 9, 2008
Monte Thabor
Gran finale di due giornate per i corsi base e base bis.
Destinazione, i 3178 mt del monte Thabor. Giunti a Bardonecchia, l’allegra comitiva imbocca la “valle stretta” per raggiungere chi il rifugio III alpini (Base bis) chi il Re Magi (Base). Insomma, separati in casa fino all’ultimo…
Il Führer Taroni, individuata una bella valletta nei pressi del rifugio, non si fa perdere l’occasione ed organizza li per li una stazione per ricerca del travolto con sondaggio organizzato e ricerca ARVA su valanga vera!!. Scatta una gara a cronometro che vede impegnati allievi ed istruttori in una competizione assai divertente. Al termine dei lavori, il meritato riposo; la cena e un po’ di sana goliardia che non guasta.
La mattina di domenica ci vede in piedi di buon’ora: alle 6.00 siamo già in marcia verso la vetta. Sappiamo che ci aspetteranno quasi 1.400 mt di dislivello accompagnati ad un discreto sviluppo.
Purtroppo le previsioni meteo non si smentiscono ed il maltempo decide di farci compagnia per tutta la salita. La nebbia, tuttavia rende il paesaggio attorno a noi davvero affascinate. Il dolomitico Seru’ appare in tutta la sua bellezza. I veneti del gruppo per un istante pensano di essere in Tofane e cominiciamo ad intonare canti popolari in bellunese.
Mano a mano che si sale, la nebbia diventa fitta e ci costringe ad affinare i sensi per restare in traccia. Un vento gelido spazza la cresta di vetta. La seguiamo per qualche centinaio di metri e finalmente ci appare la chiesetta. È fatta! Cima raggiunta. In chiesetta l’atmosfera è di quelle magiche: salire fin quassu’ con condizioni meteo avverse ci è costato fatica. Ma sappiamo di aver imparato tanto da questa uscita.
Rientriamo a valle ancora immersi nella nebbia fino a quota 2.700 mt dove finalmente le brume si diradano e possiamo concederci una sciata in libertà su una bella neve. Il naso di qualche istruttore non si fa scappare dei canalini niente male su neve fantastica che ci ripagano di tutta la fatica fatta (bravi Munzo e Riccardo!).
Alle auto, è tempo di saluti. Il corso è finito: tutto è andato bene, sotto la direzione di Paolo è stata davvero un’esperienza straordinaria. Grazie per questo. Una stretta di mano, un po’ di nostalgia, e… un sicuro arrivederci alla prossima.
GA
Tag:corsi, gite, Montagna, neve, report, scialpinismo, scuola, uscite
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Marzo 9, 2008

Chi al Thabor il sabato non può andare, una gita in giornata si deve inventare!….
Con il meteo che dava buono a nord della catena alpina, la scelta è caduta sulla Meiental, la valle che scende dal Sustenpass. Montagne ardite ed affascinanti (come il Fuffingerstock salito con i corsi l’anno passato), la meta è il Bächenstoch, con cui il sottoscritto ha un conto in sospeso: vetta mancata per brutto tempo qualche anno fa.
Tempo bello alla partenza (ore 8:00) e tutti in vetta a mezzogiorno. Gran bella gita, tosta al punto giusto ma non abbastanza per le nostre due donzelle Laura e Lucia, che senza problemi superano dislivello, ripidumi e cresta finale avvolta nella nebbia, firmando impavide il libro di vetta.
cimaxi
Relazione su camptocamp.org: Bächenstock

Tag:gite, meiental, Montagna, neve, report, scialpinismo, uscite
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Marzo 9, 2008

La gita di fine corso l’ho scelta in Valle Stretta a Bardonecchia, il punto più ad ovest d’Italia dove cento anni fa l’Italia cominciò a sciare sui primissimi impianti di risalita e dove due anni or sono si fecero le Olimpiadi invernali di Torino 2006. Grazie all’autostrada anche se i km sono tanti, arriviamo in poco tempo.
Spuntino con wurstel, crauti e un boccale di birra e siamo pronti per partire alla volta del rifugio.
Il meteo ci fa un regalo: dietro di noi è nuvoloso, ma verso la nostra cima in fondo alla valle non c’è una nuvola.
Passiamo sotto la mitica parete dei Militi dove gli alpinisti di Torino andavano in “palestra” e dove nel 1985 qui fecero le primissime gare di arrampicata sportiva con Patrick Edlinger e Catherine Destivelle agli albori.
Al rifugio prendiamo posto nelle camere e facciamo merenda. La pigrizia ci frena e invece di fare quattro passi in Valle Stretta, ci divertiamo attorno al tavolo con un bicchiere di vino e le carte da scopa.
Arriva la cena copiosa ma pesante e il vino scorre abbondante, seguito da del buon Genepì si comincia a cantare. Siamo il gruppo più numeroso e così tiriamo anche gli altri ospiti del 3° Alpini.
Chiediamo al capanat di prepararci la colazione per le 5:30.
Usciamo dal rifugio che è ancora buio e purtroppo le cime delle montagne sono fra le nuvole.
Il tempo brutto però non ci ferma e pian pianino ci incamminiamo verso il Pian della Miniera.
La gita oggi è davvero lunga: sono quasi 1400m di dislivello. Passiamo sul fianco del Grand Séru, una bellissima montagna dolomitica di cui però le nuvole le nascondono la cima. Il tempo peggiora: tira vento e fa freddissimo. Nessuno corre e quasi tutti al medesimo passo arrivano in vetta fra le nuvole. La cappella della cima ci ripara dal vento gelido e riusciamo a riposarci prima di cominciare a scendere. Purtroppo Rino con i suoi compagni hanno seguito una via diversa e non ci incontriamo.
Scendiamo insieme agli amici del corso base per non perderci nella nebbia e appena la visibilità migliora, riusciamo anche a farci una bellissima discesa.
Torniamo tutti contenti al rifugio per raccogliere le nostre cose e poi di nuovo sugli sci per l’ultimo tratto che ci separa dalle macchine.
Siamo tutti contenti, nonostante il brutto tempo abbiamo fatto proprio una bellissima gita!
Il banchetto sul cofano della mia macchina conclude in bellezza un bel corso base bis.
Grazie a tutti e specialmente al mio vice Paul e all’importante aiuto del bravo segretario Munzo.
Riccardo.
Relazione su camptocamp: Mont Thabor; su Gulliver: Thabor

Tag:corsi, gite, Montagna, neve, report, scialpinismo, scuola, uscite
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Marzo 2, 2008

Causa previste probabili condizioni meteo sfavorevoli, alle Alpi svizzere, preferiamo saggiamente le soleggiate e nostrane Orobie che sin’ora poche volte ci han deluso.
Il gruppo è quasi al completo e ci ritroviamo lungo la strada che porta al passo San Marco e dopo aver verificato le condizione gastronomiche del previsto ristoro pomeridiano, partiamo euforici alla volta di questa nuova avventura.
A seconda del lato del pendio scelto, l’itinerario di salita è stato interpretato in diversi modi: qualcuno calza subito gli sci mentre qualcuno si riscalda con gli sci in spalla per poi indossarli più opportunamente …..
Saliamo per i ripidi pendii che ci portano velocemente al rinomato “baitone” a quota ed in men che non si dica ci troviamo nell’ultimo valloncello che ci porta sotto la cima.
Incredibile, in poco più di due ore ci troviamo al colle dove lasciamo gli sci raggiungendo successivamente la vetta risalendo un breve tratto a piedi lungo la cresta terminale che, date le buone condizioni di innevamento ci consentono di guadagnare agevolmente la cima senza dover usare ramponi o altro.
Consueta sosta ristoratrice ed inevitabile discussione sull’identificazione delle cime circostanti, e poi giù per i ripidi pendii.
La qualità della neve quest’oggi non è propriamente delle migliori, ma scendendo le soddisfazioni aumentano come pure la temperatura, fa decisamente caldo.
Raggiungiamo il Rifugio Monte Lago dove avevamo prenotato pizzoccheri in abbondante burro per almeno 20/25 persone, in realtà eravamo in numero inferiore (ndr), e dopo una “disputa” politica che ha rianimato anche i più provati, siamo rientrati a casa con ancora negli occhi il contrasto dei ripidi pendii innevati con la pianeggiante Valtellina.
Munzo
Relazione su camptocamp.org: Monte Pedena.

Tag:corsi, gite, Montagna, neve, orobie, report, scialpinismo, scuola, uscite
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Marzo 2, 2008

Modulo discesa e autosoccorso per questo week-end bergamasco (la nostra località di adozione….) del corso ISA 2008.
Gli impianti non sono modernissimi, riviviamo così una pagina della storia dello sci…, ma le piste hanno adeguate pendenze, la location (si dice così…) al cospetto della Nord della Presolana ci concede panorami mozzafiato, e con l’aggiunta di un’accoglienza in rifugio più unica che rara -camere con bagno e cena di gala…- possiamo definire a 5 stelle l’organizzazione e la conduzione di questo modulo in terra orobica.
Sabato dedicato alla tecnica FISI, con esame finale, e aperitivo mancato per sopravvenuti impegni: costruzione barella di fortuna con trasporto e calata dell’infortunato.
Ma a cena non vai se quiz non fai: come altrimenti si appella un fagiano di monte? sarà una coturnice, un gallo cedrone o un gallo forcello? e in un macereto si affonda fino alla cintola o si procede su ostici detriti? Boh, gli aspiranti ISA dovrebbero saperlo, al pari della lunghezza di un grado di arco di meridiano ed alla sostanziale differenza fra orografico e idrografico.
Ma la Domenica, banditi i sofismi, siamo spettatori entusiasti di una dimostrazione di soccorso in valanga di un’unità cinofila del CNSAS. Tutti a bocca aperta per le inimmaginabili performance di Rey, cane da valanga magistralmente condotto e addestrato dal suo appassionato padrone, che sà anche appassionarci con dotte spiegazioni sulle metodologie di addestramento di questi animali.
Clou della giornata sarà poi un’esercitazione di autosoccorso in valanga, che su due gruppi ci vede impegnati a fondo tanto nell’azione quanto nella disamina a posteriori. Sono prove dove è sacrosanto che non ci si senta mai di terminarle con soddisfazione: ogni volta ci si analizza e ci si critica senza remora, affinchè ad ogni esercitazione successiva si possa solo e sempre migliorare.
Grazie ai compagni/colleghi di corso e agli istruttori tutti che aiutano in ogni circostanza con una presenza, la loro, che vuole essere prima di tutto formativa oltrechè esaminativa.
Cimaxi

Tag:corsi, gite, Montagna, neve, report, scialpinismo, scuola, uscite
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Marzo 2, 2008
Non una ma ben 2 gite per la nutrita pattuglia del corso base, che si divide tra il Poncione di Valpiana e l’anticima del Pizzo di Grandinagia.
Partiti con il sereno dalla pianura, la Val Bedretto ci dà il benvenuto con un po’ d’acqua e tante nuvole, che ci fanno rimpiangere il materasso… Gira persino voce che qualcuno voglia ammutinare….
Alla fine, si parte: niente puo’ fermarci. E poi, si sa che “la fortuna aiuta gli audaci”. E cosi’ è. In breve le nebbie si diradano e si apre di fronte a noi una giornata stupenda. Un po’ di neve caduta durante la notte, ci invita alla prudenza sebbene nelle pur sicure salite che stiamo affrontando: metteremo in pratica quanto abbiamo imparato sulla scelta della microtraccia di salita e sulla tecnica di discesa in sicurezza.
In Val d’Olgia, guardiamo con perplessità due scialpinisti affrontare con tranquillità un pendio piuttosto ripido e carico della neve caduta la notte precedente e riflettiamo sulla loro scarsa coscienza-conoscenza.
Anticima di Grandinagia affollatissima da svizzero-tedeschi fuggiti dal maltempo che imperversava a nord. Va un po’ meglio sul Poncione.
In quota, il vento forte non ci permette di indugiare ulteriormente. Staccate le pelli, ci buttiamo in una discesa entusiasmante sulla neve vergine.
Piu’ a valle, il momento piu’ atteso della giornata:…..la ricerca “arva”!!!
Ci si ritrova poi tutti ad All’ Acqua: il bicchiere di vino e la fetta di torta non mancano mai.
G.A.
Relazioni su camptocamo.org: Poncione di Val Piana
Pizzo di Grandinagia

Tag:bedretto, corsi, gite, Montagna, neve, report, scialpinismo, scuola, uscite
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Febbraio 24, 2008
Pazolastock + Fellilüche all’Oberalppass
Domenica splendida: temperatura ideale, poco vento, alta pressione su tutte le Alpi e basso pericolo di valanghe… Ideale per una fantastica gita!
Tutti in fila per salire sul trenino che ci porta all’Oberalppass, dopo un’iniziale confusione, siamo tutti in carrozza. Il trenino si arrampica su per la vallata e dai finestrini la giornata si preannuncia favolosa: l’ambiente è bellissimo.
Al passo si scende del treno e i gruppi Base e Base-bis si dividono e salutano. Comincia la nostra prima parte di salita al Pazolastock con i suoi 700m di dislivello.
C’è chi segue la traccia classica di salita, chi invece cerca un percorso alternativo per trovare una via di discesa più divertente. In vetta arriviamo quasi tutti: solo Pigi con Bruno giustamente preferiscono aspettarci un centinaio di metri più sotto, per risparmiare energie per la successiva risalita alla Fellilüche.
Foto di gruppo in vetta e poi cominciamo a scendere sul versante sud. Qui la neve è un po’ pesante, ma appena ci spostiamo sul versante nord della montagna, la discesa diviene più divertente. Cerchiamo i canali vergini che avevamo visto in salita, consci dal fatto che il pericolo valanghe oggi è basso. Questa è la parte più bella dello sci alpinismo: trovare un pendio dove non c’è ancora passato nessuno e lasciare la tua traccia bella e regolare. Siamo in tabella di marcia coi tempi e abbiamo il tempo di fare delle belle riprese nella neve polverosa.
Ritornati all’Oberalppass, “ripelliamo” gli sci e ci rifocilliamo prima di affrontare gli ultimi 400 e rotti metri di risalita. Adesso al sole fa cado, per fortuna che c’è un leggero vento che ci mantiene freschi. Che fatica rimettere le pelli e ricominciare a salire! Dopo poco più di un’ora di salita, arriviamo finalmente alla Fellilüche, dove si aprano gli 8Km di una lunga vallata che ci porteranno alla macchina, che avevamo preventivamente lasciato la mattina presto per il rientro. Tira un leggero vento, che ci spinge a non indugiare troppo sulla forcola ma a scendere nel vallone in neve fresca.
Che neve ragazzi! Che ambiente! Ci siamo solo noi!
Si scende sempre più e purtroppo il pendio comincia ad appoggiarsi obbligandoci a racchettare. Ma lo scialpinismo è anche questo: siamo costretti a camminare nei passaggi nel sentiero del bosco più stretto e ripido. Ma metti e rimetti gli sci, cercando di sfruttare fino alle ultime lingue di neve, riusciamo a sciare fino a pochi centinaia di metri dalla macchina.
Siamo stanchi, è vero, anche perché sono ormai 8 ore che siamo in giro! Gli autisti sono già di ritorno da Andermatt dove avevamo lasciato le automobili; saliamo a bordo e rientriamo a casa tutti contenenti.
Riccardo Ugo
Relazione su camptocamo.org: Pazolastock e Fellilucke.

Tag:corsi, gite, Montagna, neve, oberalp, report, scialpinismo, scuola, uscite
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Febbraio 24, 2008
Badus e discesa su Andermatt
Grande giornata, quella di ieri sul Badus ( o Six Madun) 2928 m.
Una temperatura quasi primaverile ci accoglie all’ Oberalppass. Allora, tolte le giacche, si sale in maglietta. Lungo la salita fino a Plidutschae le valanghe scaricatesi nelle settimane precedenti ci permettono di ripassare sul campo la lezione di nivologia: valanghe a lastroni, di fondo, oppure di neve a debole coesione, puntiformi, incanalate, disegnano il territorio attorno a noi.
Da Plidutscha saliamo in direzione del Lai da Tuma per poi mirare alla valletta che ci porta fino al Piz da Tuma e da li alla vetta, che raggiungiamo a piedi con una divertente cresta finale.
Decidiamo poi di chiudere il giro puntando direttamente ad Andermatt. “Ripelliamo” il Fil Tuma per poi scollinare e raggiungere il vallone di Pazolastäfeli che ci riporta giu’ in paese.
Alle quote piu’ basse, la neve molto trasformata dalla temperatura elevata (troppo elevata!!) della giornata mettono alla prova la nostra tecnica di discesa. Giornata intensa, certo, per il dislivello, e per l’impegno che ci ha richiesto. Ma anche giornata ricca di situazioni, di emozioni, di didattica, che ne ha fatto… una grande uscita!
Alla prossima.
GA
Relazione su camptocamo.org: Badus

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Febbraio 10, 2008
Levataccia per allievi ed istruttori quella di ieri. La mente instancabile del Taroni ci conduce in Grigioni, meta il Piz Arpiglia che ci attende con i suoi 2765 metri.
Un freddo polare (-18°C) attende il “serpentone comasco” a Resgia. La neve scricchiola, il naso gocciola, gli scarponi non ne vogliono sapere di “allargarsi”. Pero’… finalmente non c’è vento, per questa terza uscita!.Si parte.
Salita bellissima tra neve soffice, larici secolari, sole che ci riscalda anima e corpo. Le cognizioni topografiche degli allievi vengono messe a dura prova dalla morfologia “birichina” del territorio. La neve caduta si è prestata bene al ripasso della lezione di nivologia (cristalli sfaccettati? cristallocalici?? Ma dove siamo! In osteria?)
Alla fine tutti se la caveranno davvero bene. Durante la risalita, non sfuggono all’occhio di Paolo i pendii innevati ad esposizione ovest che ci “chiamano” alla discesa come le sirene di Achille… Valutate le condizioni della neve, via le pelli e…si scivola!. Le condizioni della neve sono “canadesi”. Polvere!.
La giornata si conclude al parcheggio, pane e salame per tutti.Una stupenda giornata. Alla prossima!
G.A.
Relazione su camptocamo.org: Piz Arpiglia

Tag:corsi, engadina, gite, Montagna, neve, report, scialpinismo, scuola, uscite
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Febbraio 10, 2008

Piz Arpiglia e traversata al Piz Uter
Finalmente una fredda ma bellissima giornata: arriviamo in Engadina a Zuoz con la colonnina di mercurio a -18°.
Pian pianino uno dopo l’altro i gruppi partono tutti: oggi siamo uniti al corso base e siamo davvero numerosi.
Chi si sente più forte affronta la rampa sopra il paese, chi invece vuole prendersela più comoda, segue il sentiero in mezzo al bosco per arrivare alla spalla del Piz Arpiglia.
Al sole si sta davvero meglio: ci possiamo spogliare e mangiare un boccone.
Affrontiamo la rampa finale per l’anticima e dopo il lungo traverso arriviamo alla vetta dell’Arpiglia.
I gruppi più veloci e galvanizzati si avviano veloci verso la seconda vetta: il Piz Uter.
Finalmente in vetta, la vista è splendida: il nostro sguardo spazia dall’Ortles al Bernina.
Le condizioni meteo sono favorevoli. Aspettiamo gli ultimi per una foto di gruppo e poi giù per la discesa in neve fresca.
Rino con Sante non rinunciano all’ambo della giornata e nonostante gli venga consigliato di fermarsi al colle, si avviano con “passo da 8000” anche loro verso la vetta dell’Uter.
Ci succede perfino un piccolo incidete: Pasquale in una caduta perde uno sci. Benché la lunga ricerca, non riusciamo più a trovare.
Con questo inconveniente il rientro alla macchina sembra problematico, perché la neve della vallata a nord è davvero tanta e con uno sci solo si sprofonda fino alla vita.
Pasquale con Barinda però se la cavano bene, camminando in coppia su tre sci.
Arrivati dove la neve è più consistente, Munzo propone di andare lui con uno sci solo e dare uno dei suoi a Pasquale. Complimenti a Paolo per i numeri acrobatici fatti su una sola gamba!
Chiudo la bella gita con tutti alla macchina, festeggiando con torta e vino.
Riccardo Ugo
Relazione su camptocamp.org: Piz Uter.

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