Nebbia al Campagnung

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Dopo un’attenta valutazione delle condizioni nivo-meteo, il Direttore decide per la 3a uscita del Corso, di andare al Campagnung.

Una gita breve, di soli 600m di salita, quindi sufficientemente veloce per star dentro la breve pausa fra l’arrivo di un fronte perturbato e l’altro. In oltre questa è un’occasione da non perdere per insegnare a corsisti come muoversi con il “brutto” tempo e quindi non ce la facciamo scappare.

Al parcheggio della Veduta allo Julierpass le auto sono già tante e purtroppo il cielo azzurro che vedevamo salendo dal Maloja, si sta ormai allontanando.
Fa freddino. Ci sono 9° sotto zero e la visibilità è scarsa: le fitte nuvole diffondono la luce del sole in maniera così uniforme, che le ombre sulla neve sono pressoché nulle. Alle volte in situazioni peggiori di queste, perdi così tanto l’orientamento, che per sapere se sei fermo o ti muovi, devi piantare i bastoncini per terra…

Siccome il cammino oggi sarà breve, decido di lasciare il percorso di chi mi precede e far battere traccia ai miei allievi. A turno uno dopo l’altro li metto davanti, chiedendo loro di guardare lontano per scegliersi una meta distante (un sasso, un dosso, una gobba), ma di valutare al tempo stesso, anche cosa hanno davanti alla punta degli sci. Sovente devo stare al loro fianco per aiutarli nella scelta, ma in poco tempo ognuno prende confidenza col tracciare e seguire la propria rotta immaginaria fra le gobbe bianche.

Gli altri gruppi avanzano più veloci di noi e glielo faccio notare: abbandonare la traccia battuta è dispendioso di energie e rende il proceder notevolmente più lento.

2017-02-05 Campagnun SA1 2017-1
Pausa per bere e mangiare, mentre con bussola e cartina alla mano, chiedo loro di trovare l’azimut di una vetta a caso. Il primo comunica al compagno l’angolo rilevato e questi, sapendo dove siamo dal cartello giallo che spunta fuori dalla neve, ha gli elementi per poter trovare come si chiama la montagna traguardata.
Comincia a nevicare e si abbassa la visibilità, non da doversi perdere, ma tanto da ispirarmi per fagli provare anche la guida strumentale. Bussola al collo del secondo e gli chiedo di dirigere il capo fila verso 310° N.
Ok vai così… Un pelo più a destra… No, no troppo! Così va bene, vai dritto ora!”
Poi ci si cambia come i ciclisti: il primo va in coda, prende la bussola il nuovo secondo, che a suo turno dirige chi lo precede.
Segmento per segmento, virando ogni volta più a destra, chiudiamo l’esercizio con un poligono che ci riportata sulla direzione di salita.

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Allunghiamo il passo per recuperare il ritardo sugli altri, ma in breve ho l’impressione, che sia io che i miei allievi siamo prossimi ad un calo d’energie. Li costringo allora ad una micro pausa per mangiare un boccone, …anche se siamo a un tiro di schioppo dalla vetta. Arrivare in cima in debito di forze sarebbe controproducente e in più, so che lassù non avremo il tempo di rifocillarci molto, quindi anticipo il rifornimento.
Ne approfittiamo per indossare la giacca a vento: essendo prossimi alla cresta, il vento è diventato pungente e il guscio protettivo diventa un toccasana.

Bravi i miei balbi tre compagni; in vetta ci scambiamo la solita stretta di mano vigorosa!

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Il tempo per una foto ricordo e via a prepararsi per la discesa. Purtroppo quando il meteo è così brutto, non ci si aspetta tutti in cima, ma man mano che i gruppi conquistano la montagna, arrivano e ritornano a valle di corsa.

Un attimo di visibilità decente ci regala qualche curva ben fatta, anche se per il resto della discesa si vede così poco, che non sai se quello che hai davanti è un pendio ripido, o un pianoro che rallenta il nostro rientro.

Arriviamo tutti in vista delle macchine e organizziamo una veloce esercitazione di autosoccorso. Purtroppo la neve oggi è così poca, che basta smuoverla con il guanto, per trovare subito lo zaino sepolto.

Ultime due spinte sulla piana finale mentre soffia la bufera, che obbliga allievi ed istruttori a rifugiarsi in auto in tutta fretta.

Giornata positiva: anche se la vetta raggiunta non era importante e la discesa poco divertente, la soddisfazione oggi è arrivata dall’abbondante didattica elargita, che è sempre fondamentale propulsore della nostra Scuola!

Riccardo Ugo

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